Dalle acque del lago di Resia, con i suoi 6 chilometri di lunghezza, si innalza benvisibile da lontano un antico campanile. Tanto in estate quanto in inverno, la torre campanaria è simbolo della valle e meta popolare tra i residenti e visitatori. Difficile pensare che l’idilliaco spettacolo del campanile, con le alte montagne dell' Ortles a fargli da sfondo, sia testimone di una storia tanto dolorosa. La chiesa romanica di Curon Vecchia fu costruita nel XIV secolo e se oggi lavediamo svettare dalle acque, lo dobbiamo al grande progetto di lago artificialeredatto dal governo fascista negli anni Venti. Soltanto dopo la guerra il colosso industriale Montecatini, forte di una cooperazione internazionale, diede attuazione al progetto e il livello dei laghi di Curon e di Resia fuelevato a 22 metri. La popolazione locale dovette lasciare spazio alle acque e fu espropriata “in nome dell'interesse nazionale per il rafforzamento dell’industria nazionale”. In quell’occasione molti degli abitanti del posto furono allontanati contro la loro volontà. Nell’estate del 1950 furono distrutte ben 163 case, mentre il comune di Curon e parte del paese di Resia vennero sommersi. 150 famiglie vennero evacuate e alloggiate in baracche inadeguate, poste all'uscita della Vallelunga.